Rilessioni sul tema: PEDAGOGIA-SCUOLA

Rilessioni sul tema: PEDAGOGIA-SCUOLA

Eccomi qui ad affrontare questo tema sul rapporto insegnanti – alunni; un tema sempre attuale, che fa discutere, che solleva anche dubbi, perplessità, che pone domande.
Insegno nella scuola primaria da una ventina di anni. Col passare del tempo divento sempre più consapevole del fatto che l’insegnante insegna, è vero, ma sono gli alunni che ti spianano la strada, che ti insegnano ad insegnare. 
Le lezioni in classe non sono mai come le programmiamo: i ragazzi ti trascinano, ti trascinano nel loro mondo, nei loro discorsi, ti catturano con la loro fantasia, divagano, ti “modellano” la lezione frontale.
I docenti imparano dagli alunniPer questo dico che sono loro che insegnano a noi docenti ad insegnare.

Quando riesci a coinvolgere i tuoi alunni, a farli divertire, quando la lezione non è noiosa e ripetitiva ma riesci a catturarli, a farli sorridere, è proprio allora che raggiungi lo scopo, poiché finiscono con l’apprendere divertendosi. 

E ciò che diverte, lo si fa volentieri, con meno sforzo … e i risultati sono efficaci e visibili. Nella mia esperienza con i bambini ho inoltre imparato che è più importante quello che un insegnante è, ancor più di quello che insegna. La scuola non è solo istruzione, è anche, e soprattutto, educazione.

Come può educare un insegnante privo di valori, di sentimenti, di creatività? E di amore per i suoi allievi?

Il buon insegnante riesce a trasmettere serenità, bontà d’animo; riesce ad insegnare ai suoi alunni ad amare se stesso e a credere nelle proprie capacità; il buon insegnante preferisce valorizzare le loro potenzialità piuttosto che umiliarli per le lacune. Queste, a mio avviso, sono le basi da gettare per edificare un proficuo apprendimento. Spesso inserisco la lettura di favole nel mio percorso di insegnamento con i bambini. Le favole rappresentano, per chi le ascolta e per chi le legge, una sorta di terapia e contengono sempre un insegnamento di vita.  Si possono utilizzare per insegnare qualsiasi materia, perchè, come ho detto, ciò che è piacevole favorisce l'apprendimento. 


(Alessandra Barbuta, alias: maestraalexa)

(immagine reperita dal web)

Finalmente i libri di testo stanno cominciando ad adattarsi ai tempi che, inevitabilmente, sono cambiati. L’immagine della famiglia a volte è ancora legata ai vecchi stereotipi: mamma, papà, figli naturali che vivono nell’unione, nella più totale collaborazione … ma si comincia ad affrontare sempre di più, e sempre meglio, il tema della famiglia con il genitore unico, della famiglia con figli diversamente abili, della famiglia in cui sono presenti figli adottivi e di quella con genitori di varie nazionalità. Ai bambini non interessa leggere della famiglia ciò che poi non possono riscontrare nella loro quotidianità, nella realtà: si sentirebbero presi in giro ! Il bambino ha bisogno di sapere la verità: la famiglia non è una, sono tante e tutte diverse l’una dell’altra, con le sue difficoltà quotidiane, con i piccoli e grandi problemi da risolvere, con la gioia dello stare insieme e del dialogo. Non è facile trattare alcuni argomenti con i bambini, ma ci sono libri di testo che sono in grado di farlo molto bene: attraverso letture di facile comprensione, approfondimenti, curiosità. E il bambino cresce con la consapevolezza che la famiglia può avere vari aspetti, sfaccettature, realtà.. e che ciò che conta, in definitiva, è che all’interno di essa lui sia ACCETTATO, amato e soprattutto rispettato nel suo percorso di crescita.

(maestraalexa)

 

Nella scuola in cui insegno da più di dieci anni non sono mai stati attivati progetti sul tema dell'adozione e questo è un vero peccato. Nel momento in cui in una classe siano inseriti bambini adottati, ciò può creare insicurezze negli insegnanti, dubbi su come gestire e se affrontare, il discorso all’interno della classe. Oltre al disagio degli stessi bambini chiamati in causa e dei compagni che, inevitabilmente, non saprebbero come comportarsi. Da insegnante e da mamma, posso affermare che l’atteggiamento nei confronti di questi bambini dovrebbe essere positivo, aperto ad un dialogo costruttivo, volto a far emergere la verità o le singole verità nelle varie situazioni che si presentano: i bambini adottati non sono diversi, sono bambini che sono entrati a far parte di una nuova famiglia, una famiglia in cui si presuppone che i nuovi genitori trasmettano il loro amore, la loro piena accettazione. Mai evitare di parlarne, mai omettere la verità. Questi bambini hanno bisogno della lealtà da parte dell’adulto, di conoscere la verità, per non sentirsi “diversi” o inferiori a chi ha avuto la possibilità di nascere e crescere con i genitori naturali. I bambini non sono stupidi, anzi! Sono svegli e ricettivi: capiscono più di quanto noi immaginiamo, pertanto basterebbe parlargliene in maniera semplice e senza troppi giri di parole. L’importante, e lo ribadisco, è raccontare loro la verità. Dannoso sarebbe invece mascherare o modellare la realtà dei fatti solo perchè il discorso che dobbiamo affrontare è complicato.

(maestraalexa)


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Alessandra Barbuta

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