1. Super Michelangelo!

Questa è la storia di Michelangelo, un simpatico ragnetto che riusciva a costruire delle ragnatele … a prova di uragano ... grazie ad una speciale formula magica che aveva messo a punto! Pare che utilizzasse una colla magica che diventava ancor più potente nel momento in cui, durante la lavorazione, veniva intonato un canto melodioso. A dire il vero questi erano solo pettegolezzi di paese perché in realtà il segreto era sconosciuto a chiunque! Le sue ragnatele erano robuste, elastiche e forti, tanto che tutti lo ingaggiavano per farsi costruire potenti  trappole, porte blindate, finestre, tetti, arredi per le abitazioni ,…….. neanche l’Uomo-Ragno reggeva al confronto con lui!

Col passare degli anni, nel tempo libero, aveva cominciato anche ad incorniciarle creando dei veri e propri quadri d’autore! Nonostante fosse un artista e si fosse enormemente arricchito con il suo lavoro, era molto generoso e altruista ed era apprezzato da tutti per i suoi prezzi modici; per lui tessere le tele era soprattutto una  passione e un divertimento!

Un giorno, mentre costruiva la porta di ragnatela per la sua camera da letto canticchiando alcune vecchie canzoni, ricevette una telefonata da un numero sconosciuto. Prontamente afferrò il cellulare che poggiava sul tavolo fatto di ragnatela e cristalli di paglia.

“Pronto?” rispose Michelangelo “Pronto, Angelo, sono Clelia… è successo un disastro… aiutaci!” Sua cugina Clelia abitava in un grosso condominio con altre dodici famiglie; viveva da sola da quando i figli si erano sposati e il vecchio marito, ahimè, era morto intrappolato tra le fronde di un albero in un freddo pomeriggio d’inverno. Era una ragnetta simpatica, con una bella chioma rossa, grandi occhioni nocciola e otto zampine lunghe e affusolate che quando era giovane le avevano fatto conquistare il titolo di zampette più belle di Aracnide, il paese in cui abitava. Proprio grazie a quelle zampette aveva partecipato ad alcuni servizi fotografici su alcune riviste famose, guadagnando discrete somme di denaro.

Ma torniamo a noi…  quando c’era bisogno d’aiuto, Michelangelo non era certo il tipo che si tirava indietro, così ascoltò pazientemente il racconto della cugina.

“Angelo, ti chiamo col cellulare di Ernesto il grillo, quello che abita al terzo piano… una tromba d’aria stanotte si è abbattuta su Aracnide: molte strade e quasi tutti i palazzi sono stati distrutti. Siamo in mezzo a una strada … il nostro condominio è crollato! Non siamo riusciti a portare in salvo nulla! Un disastro! Fa’ qualcosa!” e cominciò dapprima a singhiozzare, poi a piangere disperatamente.

In un battibaleno Michelangelo si infilò i jeans da lavoro che aveva cucito personalmente usando un  filo pregiato  di ragnatela a prova di strappo, si precipitò da Clelia e radunò il vicinato.  “Ragazzi, non c’è tempo da perdere … mettiamoci all’opera … anzi, farò tutto io con le mie ragnatele d’artista ! Non preoccupatevi, sarà un gioco da ragazzi e presto potrete riavere le vostre case!”.

Fu così che il nostro ragnetto prese a lavorare , giorno e notte, ricostruendo case, strade, ponti … ma dopo due lunghi anni …. allo stremo delle forze… un giorno fu trovato a terra, accasciato su un tombino e privo di sensi.

“Michelangelo, parlami, ti prego… ” gli disse Clelia che si era precipitata lì non appena era venuta a conoscenza dell’accaduto. “ Ohi ohi ohiiii….  ma dove sono ?” “Basta Angelo… non puoi andare avanti ad ammazzarti di lavoro per noi; non dormi più, non mangi. Ti prego, è giunta l’ora di svelarci la formula magica delle tue ragnatele cosicchè potremo aiutarti ... o saremo costretti a cavarcela da soli. Non voglio vederti così!”.

“Mai e poi mai ! Nessuno saprà mai la formula segreta! Mi riposo e poi torno al lavoro. Non state in ansia per me!” e barcollando, fece ritorno a casa. In realtà voleva rendersi utile ma il suo obiettivo era anche quello di diventare sempre più famoso.

Ormai però era troppo stanco e non riusciva neanche più ad usare correttamente la formula delle magiche ragnatele, così di lì a poco tutto quello che in paese aveva ricostruito, crollò. Ormai stava per rinunciare all’incarico: aveva capito che non si può pensare di fare bene troppe cose insieme. Allora si sdraiò ai piedi di un ciclamino e, triste e desolato, si addormentò. Ma ecco che gli apparve il famoso folletto Pilù, che si mostrava in sogno solo ai più fortunati e con animo generoso.

 

“Son Pilù, folletto moro,

non disperàr oh mio tesoro,

il tuo amòr verrà premiato,

domani stesso verrai aiutato;

hai peccato di smania di successo,

ma io ti perdono proprio adesso.

Ora dormi, anima pura,

finirà bene la tua avventura”.

 

La mattina seguente il nostro Michelangelo si svegliò arzillo ed energico. Aracnide splendeva come non mai. Il nostro supereroe fu acclamato e festeggiato da tutti gli abitanti e anche da quelli  dei paesi vicini.

Aveva imparato la lezione ed io la insegno a voi, cari bambini: occorre concentrarsi su un obiettivo per volta per ottenere buoni risultati perché nella vita… chi troppo vuole, nulla stringe!

(Maestra Alessandra).

 


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Alessandra Barbuta

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