7. La coraggiosa stellina Lulù

Nei cieli turchini del pianeta Smeraldo era ormai da tempo che si verificavano spiacevoli episodi che avevano gettato gli abitanti nel più profondo sconforto: le perfide stelline nere provenienti dal pianeta Tenebrosa facevano continue irruzioni nei cieli sereni di Smeraldo per catturare la lucentezza delle stelline che vi abitavano. Loro, infatti, la brillantezza l’avevano perduta ormai da anni e non avevano mai accettato questa triste condizione!

Una notte d’estate, come spesso accadeva, le stelline di Smeraldo si stavano divertendo a rincorrersi nel cielo e ad ascoltare quello che gli abitanti sulla terraferma dicevano di loro.

“Guarda lassù, come brilla quella stella: è incantevole! E com’è sorridente!” stava urlando a gran voce Coniglietto Pilù al suo papà indicando il cielo.

“Avete sentito? Stanno ammirando me!” disse, fiera di sé, Stella Valentina alle amiche. “E hai sentito prima cos’ha detto Tasso Gianni? Ha detto che sono la stella più simpatica, luminosa e affascinante dei cieli!” aggiunse Stella Maria mentre piroettava allegra nel cielo, tracciando la sua scia luminosa.

“Mai una volta che qualcuno si soffermi a guardare me!” pensò allora Lulù. Non gioco più. Vado a riposarmi sulla mia amica Luna; chi mi vuole, mi cercherà”.

Cari bambini, dovete sapere che Lulù era una stellina graziosa, gentile e disponibile con tutti; era sempre sorridente nonostante si sentisse “diversa” dalle altre a causa delle sue dimensioni e del suo colore. Era sempre stata molto più piccola delle altre e di un giallo paglierino talmente chiaro, spento, opaco, che quasi si faceva fatica a scorgerla nel cielo.

Beh, ormai Lulù se ne era fatta una ragione e, anzi, col tempo aveva imparato ad usare a proprio vantaggio queste sue caratteristiche fisiche. Infatti si divertiva un mondo a fare dispetti alle altre stelline, alle nuvole, persino al Sole e all’arcobaleno.

Una notte, tutto ad un tratto, accadde che il cielo si oscurò. Le stelle di Tenebrosa erano arrivate: ora sarebbero iniziati i guai! Nel giro di pochi secondi le stelline di Smeraldo erano cadute nel panico più totale: adesso come avrebbero fatto a salvarsi? Le stelline cattive agguantarono a gran forza le Smeraldine e in un battibaleno rubarono la loro luminosità, rendendole cupe e spente. Ovviamente non si erano accorte della piccola Lulù, che, indisturbata, stava schiacciando un pisolino sdraiata sulla Luna …

Il forte trambusto e le urla d’aiuto svegliarono di soprassalto la nostra amica che non perse tempo e, rendendosi conto di quanto stesse accadendo, velocemente si catapultò a terra, corse nella capanna dello scoiattolo Piero – che aveva un vero debole per lei - e spiegò che avrebbe avuto bisogno di tante lunghe corde, spesse e robuste. Salì nel cielo con migliaia di corde che aveva legato a sé, si precipitò a catturare i nemici, uno ad uno, legandoli tra loro come salsicciotti. Quelli, sbigottiti, non capivano cosa stesse accadendo!

La Luna fece l’occhiolino alla coraggiosa Lulù, allora la stellina si ricordò che contro i poteri di quest’ultima, nulla era invincibile! Prese le stelline che aveva legato l’una all’altra e poi le attorcigliò ben strette intorno alla Luna. Quest’ultima, con un grosso soffio, fece scivolare dai loro corpi la brillantezza che avevano rubato.

Le Smeraldine erano salve! Tornarono a brillare mentre il cielo si tingeva nuovamente di un azzurro turchino. Lulù slegò le nemiche che corsero via spaventate e non tornarono mai più.

Eh sì, cari bambini, non tutti i mali vengono per nuocere: se Lulù non fosse stata “diversa” dalle altre, non avrebbe potuto compiere questi eroici gesti e salvare i cieli del suo pianeta. Ognuno è diverso dall’altro ed è proprio questo che rende ciascuno di noi unico e speciale.

(maestraalexa – gennaio 2015)

 


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Alessandra Barbuta

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