3. Mi rifugio in una favola

Era la vigilia di Natale. Quella sera Gnomo Ignazio, della stirpe degli Gnomi Buoni, era stanchissimo; nell’ultima settimana aveva protetto un sacco di amici in pericolo nel bosco: aveva salvato la talpa Cassandra che aveva rischiato di cadere in un fosso perché aveva perso gli occhiali e non vedeva più niente, aveva soccorso il gufo Gaetano che durante il sonno era precipitato dal ramo di un albero e si era fatto un grosso bernoccolo e tanti altri piccoli amici. Appollaiato dentro  un fiore di loto per cercare di riposarsi, stava raccontando le sue eroiche  avventure alla sua amica Filù, la fatina più gentile di tutto il bosco. “Sai, questa settimana ho prestato soccorso a un sacco di amici; tutta colpa degli Gnomi Tenebrosi che continuano a fare dispetti e bisogna sempre stare all’erta … gli Gnomi Pigri non hanno mai voglia di fare nulla per aiutare gli animali in pericolo e gli Elfi Sbadiglioni fanno finta di niente: sono solo capaci di trascorrere le loro giornate a giocare e a dormire; ufff, alla fine contano tutti sempre e solo su di me ; basta, sono stufo!”.

All’improvviso si sentì un tonfo provenire dal cielo: era la slitta di Babbo Natale che era andata a sbattere contro una stella e la briglia di una renna  vi era rimasta incastrata dentro! 

(puoi leggere l'intera favola sul libro "Billy il bullo" e altri racconti)

 

 


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Alessandra Barbuta

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