Filastrocche delle fiabe

(http://bambinizerotre.it/wp-content/uploads/2012/09/foto-fiabe-bambini-nanna.jpg)

 

  • Alla formica

 

Chiedo scusa alla favola antica,

se non mi piace l'avara formica.

Io sto dalla parte della cicala

che il più bel canto non vende, regala.

(Gianni Rodari)

 

  • La bella addormentata

 

Le favole dove stanno?

Ce n'è una in ogni cosa:

nel legno del tavolino,

nel bicchiere, nella rosa.

La favola sta lì dentro,

da tanto tempo e non parla:

è una bella addormentata

e bisogna risvegliarla.

Ma se un principe, o un poeta

a baciarla non verrà,

un bimbo la sua favola

invano aspetterà.

(Gianni Rodari)

 

  • Mastro Geppetto
 

Mastro Geppetto 
abete pioppo larice pino,
sega raspa pialla martello
vra vra vra
visc visc visc
tic tac toc
tic tac toc
tic
piedi stinchi tronco braccia
mani collo bocca orecchie
occhio occhio
(mastro Geppetto stanco)
Pinocchio.

(Roberto Piumini)


 

  • Il gigante

 

C'era il gigante straspilungone

che sul cappello aveva un omone

che sulla fronte aveva un ometto

che sulla testa aveva un nanetto

che fra i capelli aveva un bambino

che si chiamava Gianpiccolino:

però il bambino, stando lassù,

di tutti quanti era alto di più.

(Roberto Piumini)

 

  • Hansel e Gretel

 

Un ragazzino di nome Hansel

insieme a Gretel, la sua sorellina,

sente per caso che la matrigna

dice a suo padre, una sera, in cucina:

"Non c'è più un soldo e per i tuoi figli

non c'è che un tozzo di pane a testa.

Per non vederli morire di fame

abbandoniamoli nella foresta...".


Il giorno dopo, padre e matrigna

vanno nel bosco coi due figlioli,

poi s'allontanano senza dir nulla

e i due bambini rimangono soli.

Ma i sassolini, fatti cadere

dal furbo Hansel lungo il cammino,

fanno tornare ben presto a casa

col chiar di luna, bimba e bambino.

Passano i giorni, la fame resta,

e son di nuovo là abbandonati,

non trovan più del pane i pezzetti,

già gli uccellini li hanno mangiati!

Gretel singhiozza:"Ho tanta paura!"

Hansel le dice:"Con me sei al sicuro",

le dà la mano e camminano a lungo...

intanto il bosco è sempre più scuro!

A un tratto Hansel, che scruta nel buio,

grida:"Laggiù c'è una luce!E' vicina!".

I bimbi corrono tutti felici

e così arrivano ad una casina.

Che strana casa di zucchero e panna,

di cioccolato, biscotti e canditi!

I bimbi assaggiano...hanno una fame!

E chi resiste a quei dolci squisiti?

Tutto ad un tratto la porta si apre

e una vecchina li invita ad entrare...

però è una strega che mangia i bambini!

Hansel e Gretel si fanno acchiappare!

Lei chiude Hansel dentro a una gabbia,

poi dice a Gretel:"Tu invece mi aiuti!

Accendi il forno che voglio arrostire

quel ragazzino tra dieci minuti".

Povera Gretel, non sa cosa fare!

Poi ha un'idea e, con aria innocente,

dice alla vecchia:"Non sono capace

di controllare se il forno è bollente!".

La strega infila la testa nel forno,

ma Gretel, pronta accanto al portello,

la spinge dentro con tutte le forze

e chiude il forno con il chiavistello!

Poi, finalmente, spalanca la gabbia

e abbraccia stretto il suo fratellino.

Intorno a loro c'è un vero tesoro:

" Possiamo prenderne almeno un pochino!".

E così i bimbi, con oro e gioielli,

tornano a casa dal loro papà.

Lui li credeva perduti per sempre

e adesso piange di felicità!

(Gianni Rodari)

 

  •  Le favole a rovescio

 

C'era una volta

un povero lupacchiotto

che portava alla nonna

la cena in un fagotto.

E in mezzo al bosco

dov'è più fosco,

incappò nel terribile

Cappuccetto Rosso,

armato di trombone

come il brigante Gasparone...

quel che successe poi,

indovinatelo voi.

Qualche volta le favole

succedono all'incontrario

e allora è un disastro:

Biancaneve bastona sulla testa

i nani della foresta,

la bella Addormentata non si addormenta,

il principe sposa

una brutta sorellastra,

la matrigna è tutta contenta,

e la povera Cenerentola

resta zitella

e fa la guardia alla pentola.

(Gianni Rodari)

 

  • Lo zoo delle favole
 
 
Signori e signore
venite a visitare
lo zoo delle favole
con le bestie rare.
Ammirate in questa gabbia
il gatto con gli stivali
mentre con crema e spazzola
si lucida i gambali.
Al grillo parlante
qui rivolgete l'occhio:
è zoppo per colpa di Pinocchio.
Il pesciolino d'oro
nuota in questo laghetto:
la zuppa di pepite
è il suo piatto prediletto.
Il coniglio di Alice
abita qui vicino:
ha un orologio svizzero
in ogni taschino.
Vedete da questa parte
il corvo poco saggio
che apre il becco a cantare
e perde il suo formaggio:
non ha ancora imparato
l'antica lezione:
ci costa ogni mattina
tre etti di provolone.
(Gianni Rodari)

 

  • I sette fratelli
 

C'erano sette fratelli

che andavano per il mondo:

sei erano sempre allegri,

il settimo sempre giocondo.
 

Sei andavano a piedi

perchè non avevano fretta,

il settimo invece perchè

non aveva la bicicletta.

Arrivarono ad un castello

che aveva sette finestre:

sei erano spalancate,

ma la settima era aperta.

Sette belle principesse

insieme si affacciavano

sei piangevano, piangevano,

ma la settima singhiozzava.


"Perche piangete, sei principesse?"

"Ah, se sapeste, quei giovani...

quanto siamo fortunate:

di sette fidanzati

che ci misero l'anello al dito,

sei sono scappati,

il settimo invece è fuggito".

"Sposateci noi altri,

sarà la vostra fortuna,

perchè noi siamo in sette

e voi, invece, sei più una".

(Gianni Rodari)

 

 

  • La dinastia dei poltroni

 

Dunque se state buoni

oggi vi spiego

la dinastia dei poltroni.

Capostipite e fondatore

fu re Poltrone Primo,

detto "il dormitore",

che regnò su Poltronia

vent'anni e un palmo.

Dopo di lui, nell'ordine

regnarono:

Poltrone Secondo,

detto "il calmo";

Poltrone terzo,

detto "Il cuscinetto";

Poltrone quarto,

inventore dello scaldaletto;

Poltrone Quinto,

detto "lo spinto",

perchè se non lo spingevano sul trono

si addormentava sui gradini;

Poltrone Sesto,

lo "schiacciapiumini";

Poltrone Settimo

"il riposato";

Poltrone Ottavo, detto "il nono"

per sbaglio;

Poltrone Decimo,

detto "accidenti alla sveglia"

(sposò la regina Sbadiglia

ed ebbero per figli

diciassette sbadigli).

Infine la corona

coronò la pelata

di Poltrone Undicesimo,

detto "il medesimo",

perchè per lui tutto

faceva lo stesso:

il bello, il brutto,

la pace,la guerra,

il cielo, la terra,

la frittata, il ragù,

la lepre in salmì.

Con lui la dinastia finì.

(Gianni Rodari)

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Alessandra Barbuta

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