La cicala e le formiche

 

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In una calda estate, un’allegra cicala cantava sul ramo di un albero, mentre sotto di lei una lunga fila di formiche faticava per trasportare chicchi di grano.
Fra una pausa e l’altra del canto, la cicala si rivolse alle formiche: “Ma perché lavorate tanto, venite qui all’ombra a ripararvi dal sole, potremo cantare insieme!”
Ma le formiche, instancabili, senza fermarsi continuavano il loro lavoro.
“Non possiamo! Dobbiamo preparare le provviste per l’inverno! Quando verrà il freddo e la neve coprirà la terra, non troveremo più niente da mangiare e solo se avremo le dispense piene potremo sopravvivere!”
Per tutta l’estate la cicala continuò a cantare e le formiche a lavorare.
Ma i giorni passavano veloci, poi le settimane e i mesi. Arrivò l’autunno e gli alberi cominciarono a perdere le foglie e poi arrivò il freddo inverno. La cicala, affamata, andò a chiedere alle formiche un po’ di cibo. E quelle le dissero: “Ma perché non hai fatto provviste anche tu, quest’estate?”. “Non avevo tempo”, rispose lei “Dovevo cantare le mie melodiose canzoni”. “E tu balla, adesso che è inverno, se d’estate hai cantato!” le dissero ridendo le formiche.

(Esopo)

 

  • La favola mostra che è meglio non essere pigri e negligenti. 

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Alessandra Barbuta

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