Il topo di campagna e il topo di città

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C’era una volta un topo che viveva in città e che un giorno decise di invitare a pranzo suo cugino che viveva in campagna. Per l’occasione cercò di preparare un suntuoso pasto. Soddisfatto, attese il suo ospite.

“Povero amico mio,” disse l'elegante topo quando arrivò a casa sua il cugino. “Mi fai quasi compassione. Scommetto che in vita tua non hai mai indossato un vestito elegante, né mangiato una pietanza prelibata. Ti farò vedere meraviglie che neanche immagini e ti farò assaggiare cibi squisiti.”


Era veramente splendida la sua dimora, con pavimenti coperti di tappeti di mille colori e mobili tutti intarsiati! Il topo cittadino condusse l'altro topo nella dispensa e gli disse: “Prego serviti, oggi abbiamo arrosto, formaggi misti, prosciutto ed altri manicaretti, soltanto, sta' attento alle trappole che sono sparse qua e là.”
Un po' preoccupato il topo di campagna incominciò a mangiare e si accorse di non avere mai mangiato cose così buone. Ma ad un tratto il suo compagno fece un balzo e incominciò a scappare.

“Via, via, presto!” gridò “Ho sentito l'odore del gatto di casa.” Il topo di campagna si affrettò a rifugiarsi anche lui dentro un buco del muro.
Passato il pericolo ripresero il loro pranzo, ma dovettero interromperlo poco dopo, perché la cuoca entrò armata di scopa, pronta a far passare un brutto quarto d'ora ai nostri topolini!
Infine, come se non bastasse, una delle trappole sul pavimento scattò all'improvviso e stava quasi per prenderli tutti e due per la coda!

Al topo campagnolo era passato l'appetito; non riusciva più a mangiare niente. Il topo di città invece, abituato a questa vita movimentata, si puliva i baffi con il tovagliolo ed appariva soddisfatto.
“Adesso confessa la verità” disse finalmente “Hai pranzato come un re! A casa tua non mangi mai cibi così raffinati.”
“No” rispose il topo campagnolo “A casa mia ho solo semi, radici e frutta, però mangio in pace senza trappole, senza gatti e cuoche armate di scopa!”
“Ma quei formaggi, quei prosciutti....” “Non so che farmene: preferisco i miei semi” rispose il topo campagnolo “Accompagnami fuori da questa casa per favore.”

Il topo di campagna se ne andò via e pensò tra sè e sè: "Meglio essere in povertà ma in pace, piuttosto che essere ricchi ma vivere nella paura!".

(Esopo)

 

 

  • Vivere in pace è la più grande ricchezza che si possa avere!

 

 


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Alessandra Barbuta

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