2. Gianni e la sfera magica

“Gianni, svegliati, devi andare a scuola!” “Nonna, oggi non ne ho proprio voglia e poi non mi sento bene …”.

Gianni frequentava la scuola di Bosco Felice da ormai cinque anni con ottimi risultati. Le maestre erano contente di lui: prendeva sempre ottimi voti e aiutava anche i compagni in difficoltà; per questo motivo erano in tanti a volergli bene. Ma quel giorno si era svegliato con strani pensieri per la testa.

 

Era l’estate dell’anno 2.030. Tutto aveva avuto inizio qualche giorno prima: il maialino stava percorrendo la strada di ritorno dalla casa degli zii, quando una grossa palla trasparente cadde ai suoi piedi. Il piccolo ebbe paura e cercò di scappare , ma la sfera lo inseguiva: gli saltava in testa, rideva, gli faceva lo sgambetto. Il maialino chiamò aiuto, urlò, urlò e urlò. Dal tronco di un alberello lì vicino sbucò fuori lo scoiattolino Ugo. “Cos’hai da urlare così? Ti sembra il caso a quest’ora? Qui c’è gente che vuole fare il sonnellino pomeridiano". 

“Aiutami, ti prego! Levami ‘sta palla di dosso!” “Quale palla ? Cosa dici?!” “Te lo giuro amico, credimi … era qui, vicino a me fino a poco fa, non voleva andarsene e mi faceva i dispetti …” “Va’, va’, vai a scherzare da un’altra parte e non disturbarci mai più con queste stupidate”. “Ma …… io non dico mai le bugie” replicò il piccolo Gianni. Ecco che allora la palla riapparve ancora più grossa di prima; si era incollata ad una zampa del povero maialino e lo aveva portato in alto, sempre più su. Aveva solcato palazzi, mari, oceani con in groppa il povero maialino che, tra l’altro, soffriva di vertigini, finchè  lo fece atterrare in un prato di splendide viole.

 

Davanti a lui si era aperto un mondo mai visto: casette di cioccolato, fiori di marzapane, nuvolette di zucchero filato; un vero e proprio paradiso per i golosoni! Gli abitanti erano piccole sfere colorate, profumate, che giocavano, cantavano, danzavano felici. Gianni aveva tanta paura, piangeva, ma poi si fece coraggio e, con cautela, si avvicinò ad una sfera turchese che intonava un dolce canto melodioso. “Scu, scu .. scusa … io sono Gianni. Do … do ... dove mi trovo? Cosa ci faccio quaggiù? Voglio tornare da mamma e papà, rivoglio i miei nonni. Che qualcuno mi aiutiiiiiiiiiiiiiiiii!”.

 

“Ti aspettavamo caro mio. Calmati e ascolta: sono settimane che perlustriamo il tuo pianeta in cerca di un bravo e diligente scolaro come te da portare quassù. Tu hai una missione importante, ma per ora non possiamo svelarti qual è o non funzionerà; lo scoprirai da solo”. E, così dicendo, rotolò via. Tra le zampe del nostro eroe comparve una sfera d’oro che in un battibaleno lo ricondusse a casa sua nel suo lettino.

 

Ma torniamo a noi. Quella famosa mattina Gianni non voleva andare a scuola perché la sera precedente aveva raccontato l’accaduto ai suoi familiari i quali, chiaramente, non gli avevano creduto; tra l’altro, quando il nostro piccolo amico andava per prendere e mostrare la sfera, lei magicamente scompariva! Sulla sfera Gianni aveva trovato una scritta sbiadita ma era riuscito a leggerla dopo tanta fatica: “Questa è la sfera magica sprigiona-umanità; mi raccomando, piccolo amico, abbine cura. Tu saprai certamente come farne un buon uso …”.

Col passare dei giorni Gianni aveva capito che la sfera magica era visibile solo ai suoi occhi. Nessun altro poteva vederla o toccarla. La cosa strana era che quando la portava con sè succedevano sempre cose belle, quando invece la dimenticava a casa, andava tutto storto. Allora decise di usarla per fare del bene: quando due compagni litigavano, lui la sfregava e i due facevano la pace, quando andava a fare la spesa e le signore avevano un battibecco per chi avesse preso per prima il carrello, magicamente la sfera riportava tutti al sorriso ….. era fantastica! Ecco a cosa serviva!

Mentre ci ragionava su, una forte luce lo avvolse e lo riportò su quel pianeta colorato. Lì, la sfera turchina lo stava attendendo e gli disse:” Bravo Gianni. Sul vostro pianeta non c’è mai pace, non c’è amore. Siete sempre presi da voi stessi e non vi aiutate quasi mai l’un l’altro.Tu sei riuscito a portare laggiù il nostro messaggio di pace. La sfera in realtà non ha alcun potere; sei stato tu, con l’amore per il prossimo e i tuoi pensieri positivi, a cambiare l’andamento dei fatti. Sii sempre così Gianni, non stancarti mai di fare del bene, sempre e ovunque”.

 

Quella mattina appunto, Gianni si era svegliato stanco, strano e confuso: non riusciva a capire se quello era stato solo un sogno o realtà … la sfera in effetti non era più lì con lui … era scomparsa … ma gli aveva lasciato un ottimo insegnamento!

 

Ricordate bambini: il bene vince sempre sul male: l’amore ha il potere di cambiare le cose …

 

 

(Maestra Alessandra)

 


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